cover_DISSONANZE_EMOZIONALI_Alberto_Teba

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Project

Mastering

Per poter apprezzare al meglio l'intera gamma

delle sonorità più "sottili e nascoste", si consiglia 

l'ascolto con delle buone cuffie stereo

©2003

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*DISSONANZE EMOZIONALI

Alberto Tebaldi ©2003

Un album musicale, dell’ormai lontano 2003, di sola chitarra (avevo una Ibanez GB-10 George Benson con pickup sospeso) totalmente privo di artifici sonori, registrato in presa diretta con un vecchio e scassato Tascam a cassette (all’epoca non c’era la tecnologia di oggi per l’home recording). Erano ancora i miei primi approcci al Jazz, pieni di influenze stilistiche di chitarristi che ascoltavo… su tutti Joe Diorio e John Abercrombie, solo per citarne un paio.

 

INTRODUZIONE

Un album introspettivo, questo che ci presenta Alberto Tebaldi, dove l’elemento riflessivo assume un ruolo guida che attraversa senza soluzione di continuità l’intera opera. I brani, arrangiati con sensibilità creativa per sola chitarra, sono solo un pretesto per dialogare con sé stesso e solo successivamente per comunicare con l’ascoltatore. Guidato dal proprio 'istinto immaginativo', egli dipinge visioni che nascono dalla fantasia, talvolta dai ricordi, proiettandoci in atmosfere surreali generate dall’anima. Un album da guardare con gli occhi della mente e da ascoltare con attenzione, dove assume importanza cogliere anche la più piccola sfumatura in un contesto in cui l’aspetto formale e strutturale dei brani non prescinde mai dal linguaggio personale dell’artista, e dove l’eventuale imperfezione tecnico-stilistica della registrazione in presa diretta (priva di artifici sonori) aggiunge umanità e sentimento a quello che, a detta dell’autore, vuol essere «…un lavoro di ricerca interiore, emozionale ed emozionante.» Ed è proprio nella composizione originale che chiude l’album che questo aspetto viene percepito con maggiore chiarezza, in un ambito in cui Alberto Tebaldi si sente forse più a suo agio, riuscendo a esprimere al meglio le proprie idee musicali. La ricerca attenta nella costruzione delle armonizzazioni, l’indiscusso fascino di una condotta delle parti volutamente dissonante e l’estemporaneità esecutiva delle linee melodiche fanno, inoltre, di questo lavoro uno strumento didattico ricco di spunti interessanti. *Rossella Ceccantini 2003