Philipe Catherine

Aggiornato il: mar 7

Philipe Catherine


Sabato 7 Aprile.

Sono al SUNSET di Parigi, uno dei locali Jazz tra i più noti.

Prima fila …strette sedie rosse …gran vociare. Accanto a me la mia ragazza. Alle nostre spalle e alla destra del piccolo palco almeno due generazioni di suonatori, appassionati, artisti, studiosi, sognatori, curiosi.


Attesa… ore 21.15… 21.45… 22.00.


Vestito d'un bianco premeditato, Philip abbraccia la sua vecchia e scrostata Gibson. Un’occhiata ai pedali Boss e vari, un ritocco all’accordatura. Cenno d'intesa con Aldo, poi Emmanuel.


Ciò che colpisce da subito è l’aspetto ludico con il quale i tre 'ragazzini' attraversano i brani, tra swing, fusion/rock e chissà cosa Philip gioca con i suoi pedali, forse attratto per la prima volta dai loro stessi colori …ora un piede sul delay, ora sul chorus, poi un improbabile overdrive e via tra splendide composizioni di Aldo prima e di un impressionante Bex e la voce del suo Hammond, poi.


Philip si alza e si siede di continuo, si agita, ondeggia sulle note. Guarda i suoi spartiti come non li avesse mai visti prima di allora. Dimentica alcuni accordi di una strana My foolish heart che di lì a poco si impenna in un solo distorto blues/pentatonico.

Ancora un brano, due, tre …una corda salta e con essa i voicings …allora Aldo e Bex boppano, senza tregua …gli occhi chiusi …mille tic invadono i loro volti …Philip monta la sua nuova corda e i tre 'ragazzini' si ritrovano ancora una volta nello stesso parco, ciascuno sulla propria giostra!


Alberto Tebaldi

9 Aprile 2007


Philipe Catherinechitarra

Emmanuel Bexorgano Hammond

Aldo Romanobatteria

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